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01/09/2007
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Category: BLOG pesonali :
Author: marcello (7:49 am)
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Intanto fui stupito dalla velocità con cui riuscii a prendere subito quel passaggio che mi sembrò un buon segno di civile disponibilità. Arrivati alle porte del paese mi feci lasciare dal signore che gentilmente mi spiegò che una volta finito il lungomare pietrenere giravo verso sinistra e percorrendo tutto il corso principale sarei arrivato alla statua di san giovanni dove avevo l' appuntamento con i miei. Mi incamminai lungo il lungomare che al tempo non era come è ora.Intanto lo spiaggione meraviglioso di pietrenere non c era , era appena accennato e addirittura si intravedevano alcuni scoglio affiorare. La strada stretta ad una sola corsia ed il mare batteva sul muretto che costeggiava il piccolo marciapiede, una parte addirittura sembrava franato da poco sotto la forza del mare. si vedeva comunque benissimo la torre cabrera che dominava su un porticciolo pieno di piccole barche, varcuzzi, che ora non esiste piu sommerso dalla sabbia. Alcuni palazzoni affacciavano sulla strada e già questo stravolgeva l' idea che ,per la cultura che avevo,mi ero fatto di questo luogo che andavo ad esplorare. Mi aspettavo un paese antico, strade strette, case bianche come mi avevano infilato nella testa l' immagine della sicilia che invece sembrava tutto l'opposto .Proprio per questo contrasto mi sembro ancor piu moderna ed evoluta di quanto in realtà non fosse. arrivato nei pressi della torre,in piazza delle rimembranze, non capivo se dipendeva dall' orario , le due e mezza, e dal relativo caldo, ma comunque non avevo incontrato ancora nessuno.Il caldo era davvero potente ,sentivo questo calore intensissimo che mi avvolgeva la pelle , una sensazione mai provata. Il corso che mi aveva spiegato il vecchio della 127 non poteva essere che quello, un lungo rettilineo di mattonelle d'asfalto, corso vittorio veneto, che con l'effetto del forte calore sembrava quasi uno specchio d'acqua. Negozi a destra e sinistra uno piu bello dell'altro,bar ogni cento metri ma tutto chiuso. Fu solo oltre la metà che incontrai la prima persona . Usciva da una casa che affacciava sul corso.Una bella ragazza della mia età ,bellezza siciliana, riccia ,mora, occhioni alla quale chiesi subito se fosse giusta quella strada per arrivare alla statua di san giovanni. Silvana, cosi si chiama quella ragazza, poi diventata mia piu vecchia amica di pozzallo, mi disse che mancava poco e mi congedo con un sorriso. Infatti dopo poco arrivai al luogo dell appuntamento. Meraviglioso era quel giardino con le aiuole sul mare, chiamato le villette, che mi incanto cosi tanto che l'ora che trascorsi ad attendere che arrivassero i miei passo in un attimo.Affacciato sugli scogli riuscivo a vedere nell acqua bassa ogni tipo di pesce, addirittura scorsi un polipo che rapido si spostava tra gli scogli e delle cicale di mare che sembravano prendersi il sole. Si è vero l'ho raccontato questo mi primo impatto con pozzallo un po come si racconta una favola ma .... per me in quel momento ne incomincio davvero una!! La casa che provvisoriamnte avevamo affittato si trovava proprio li alle villette. Per due giorni non uscii di casa, stavo sul balcone ad osservare la gente .Una sera decisi di uscire e una volta sceso in strada mi incamminai verso il centro. Difronte alle scuole rogasi ,alla metà del corso,era allora posto di raduno di una grande serie di giovani, mitico bar fede granita e panna eccezionale , unica.Con la scusa di qualche informazione, dopo pochi minuti avevo già conosciuto una comitiva ragazzi e ragazze e ,su loro invito, li seguii ad una festa. Allora si diceva una scampagnata, cioè una serata passata in una casa di campagna alla marza.Nel giro di un mese avevo conosciuto piu gente di quanta non avessi prima in tutta la mia vita. Si conduceva tra i giovani allora una vita spensierata in un oasi di pace e tranquillità dove delinquenza e pericoli sembravano non esistere per certo non era ne napoli ne torino.Un ricordo alla bella vita è legato a marina di modica, il paese accanto, che a quei tempi era super affollato di turiste austriache ed olandesi .Era il paradiso dei ragazzi, era pieno di belle ragazze disinibite tutte belle bionde occhi azzurri.L estate durò fino alla fine di settembre e quando il clima estivo cominciò a sfumare anche la bella vita incomincio ad andarsene. Erano sicuramente tempi differenti e a pozzallo nell'ottantuno finita l'estate per capirci i bar chiudevano alle sei di pomeriggio e dalle otto in poi sembrava esserci il coprifuoco. L unico giorno in cui si vedeva un po di movimento era la domenica con la gente in giro avanti e indietro con le macchine di giorno e al corso a peidi, su e giu a consumar le suole, la sera fino alle nove dopo di che ... il nulla. Non nascondo che fu un trauma.... dalle stelle alle stalle ma mi passo velocemente. avevo sempre la sensazione di essere in vacanza e mi incuriosiva l altra faccia della medaglia , il paese della vacanza in una specie di letargo dove tutti si assopivano e io solo continuavo le mie vacanze. Fu allora che scoprii la bellezza della natura che questo posto al tempo offriva..... ma questo lo scrivo nel prossimo post. ciao a presto |
19/08/2007
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Category: BLOG pesonali :
Author: marcello (11:15 am)
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7 luglio 1981 ....... lo ricordo ancora come fosse oggi. la storia in verità incomincia molto prima anche se a quella data avevo solo 16 anni.Nello sviluppo della mia esistenza mi sono trovato a girare un po per tutta italia, sono nato comunque a brescia da padre bresciano e madre di un paese chiamato calascio vicino L'Aquila. Ma in realtà tanto bresciano non lo sono visto che all'età di 6 anni andai via per l'esattezza a Napoli dove ho trascorso tutta la mia infanzia fino all'età di 14 anni. Torino fù l'altro passo e li ci restai fino a 16 anni una esperienza relativamente breve che non influi sulla mia formazione dentro mi sentivo napoletano. Ritorniamo a quel 7 luglio 1981 ...... fù il giorno che seguendo la mia famiglia arrivai a Pozzallo. Il lavoro di mio padre, acciaiere, e la sua volontà di far viver meglio la sua famiglia lo spinse ad accettare un'offerta di lavoro che lo avrebbe portato fino a qui sotto....mi ricordo quando un giorno a Torino prospettò questa opportunità alla famiglia e io ansioso di sapere andai a consultare l'atlante geografico. Non nascondo che fu molto difficile trovare pozzallo la cercavo dappertutto ma non cosi in basso e quindi dopo avere consultato l'indice e trovate le coordinate individuai la sua posizione.... mi venne subito di dire a mio padre che più giù di cosi non saremmo potuti andare. A quel tempo, come ancora un po adesso l'immagine che un ragazzo potesse avere della sicilia era quella che la rai attraverso i suoi poveri servizi ci comunicava, i giornali che parlavano solo di mafia e di scecchi e i libri che riportavano fotografie e storie di una sicilia antica. Di certo questa volta pensai che non si prospettava un bel trasferimento. Mi opposi da subito alla mia venuta e mi fu offerto nel periodo che mio padre e mia madre avessero lavorato giu in sicilia di restare con i miei fratelli, nel frattempo grandi , a torino. Non sò esattamente cosa mi spinse a cambiare idea.... forse il mio folle amore per il mare e la natura o forse il desiderio di fuggire da una metropoli come torino che poco si addiceva allo spirito di un "napoletano" di brescia..... comunque un giorno , poco prima della partenza dei miei gli dissi che un periodo lo avrei trascorso diciamo in prova con loro in queta pozzallo, lontana terra del sud europa. All'inizio la vidi un po come una avventura una vacanza non so come spiegare. Preparato il camion per il trasloco partimmo con i miei macchina e roulotte che tante volte era stata mezzo delle mie vacanze la quale contribui' ancora di piu a far crescere in me questo clima vacanziero che andavo ad affrontare. Attraversammo l'italia intera, 2 giorni di viaggio, finche non attraversammo di notte lo stretto di messina. Ero già stato in sicilia , a taormina, in vacanza all'età di 7 anni. QUesta volta il traghetto però mi fece un effetto differente anche se breve mi sembro di passare ad un altro continente come facevano tanti italiani quando andavano via per lavoro in luoghi lontani. La mia prima notte l'ho trascorsa nella roulotte vicino catania nel parcheggio di un ristorante dapo averci mangiato e con il permesso dei propietari.Mi è capitato spesso di ripassare davanti a quel luogo che ormai è una vecchia cascina in stato di semiabbandono e il suo ex parcheggio una selva di rovi.Provo ancora una certa emozione nel ricordare che quella sera girai per la prima volta lo sguardo alle stelle della sicilia e restai incantato dalla bellezza di quel cielo luminoso e limpido.L indomani di buon ora partimmo alla volta di pozzallo e verso le 10 seguendo la costa e facendo il classico errore di percorso cioe il passaggio da pachino, arrivammo nei pressi.Ci fermammo con la roulotte poco prima di pozzallo, alla marza per l'esattezza, una lunghissima piaggia all'opposto del paese nel golfo che li comprende. Mio padre, che era stato già un mese prima in avanscoperta, si fermo davanti un ristorante dove amici e colleghi di lavoro lo avevano portato a mangiare e aveva stretto un buon rapporto con il gestore un cuoco speciale, Natale.Non fù casuale quella scelta di mio padre, davanti c'era un mare stupendo e una spiaggia dorata dove mi tuffai pochi minuti dopo.Sembrava una spiaggia tropicale anche se era luglio c'erano solo poche persone che in una spiaggia cosi grande apparivano come puntini lontani.Il mio amore per il mare era sicuramente soddisfatto. La cucina del Caprice, il ristorante,fù la seconda grande soddisfazione , i sapori erano nuovi era tutto buono tutto fresco, insomma la sicilia e Pozzallo prometteva bene, non mi restava che affrontare la visita di quel paese che si vedeva da lontano alla fine di questo spiaggione dorato e visto che i miei intendevano riposarsi io decisi , dopo essermi dato appuntamento in un punto suggeritomi da mio padre, la statua di san giovanni, di partire alla volta di pozzallo in autostop.SI fermo subito una 127 verde con un signore anziano che non diceva una sola parola in italiano........era la classica rappresentazione del siciliano tipo :basco sulla testa, bassino, baffuto..... ma il resto lo racconto nel prossimo post. ciao a presto |




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