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01/09/2007
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7 luglio 1981 ...II.. PARTE SECONDA
Author: marcello (7:49 am)
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Intanto fui stupito dalla velocità con cui riuscii a prendere subito quel passaggio che mi sembrò un buon segno di civile disponibilità. Arrivati alle porte del paese mi feci lasciare dal signore che gentilmente mi spiegò che una volta finito il lungomare pietrenere giravo verso sinistra e percorrendo tutto il corso principale sarei arrivato alla statua di san giovanni dove avevo l' appuntamento con i miei. Mi incamminai lungo il lungomare che al tempo non era come è ora.Intanto lo spiaggione meraviglioso di pietrenere non c era , era appena accennato e addirittura si intravedevano alcuni scoglio affiorare. La strada stretta ad una sola corsia ed il mare batteva sul muretto che costeggiava il piccolo marciapiede, una parte addirittura sembrava franato da poco sotto la forza del mare. si vedeva comunque benissimo la torre cabrera che dominava su un porticciolo pieno di piccole barche, varcuzzi, che ora non esiste piu sommerso dalla sabbia. Alcuni palazzoni affacciavano sulla strada e già questo stravolgeva l' idea che ,per la cultura che avevo,mi ero fatto di questo luogo che andavo ad esplorare. Mi aspettavo un paese antico, strade strette, case bianche come mi avevano infilato nella testa l' immagine della sicilia che invece sembrava tutto l'opposto .Proprio per questo contrasto mi sembro ancor piu moderna ed evoluta di quanto in realtà non fosse. arrivato nei pressi della torre,in piazza delle rimembranze, non capivo se dipendeva dall' orario , le due e mezza, e dal relativo caldo, ma comunque non avevo incontrato ancora nessuno.Il caldo era davvero potente ,sentivo questo calore intensissimo che mi avvolgeva la pelle , una sensazione mai provata. Il corso che mi aveva spiegato il vecchio della 127 non poteva essere che quello, un lungo rettilineo di mattonelle d'asfalto, corso vittorio veneto, che con l'effetto del forte calore sembrava quasi uno specchio d'acqua. Negozi a destra e sinistra uno piu bello dell'altro,bar ogni cento metri ma tutto chiuso. Fu solo oltre la metà che incontrai la prima persona . Usciva da una casa che affacciava sul corso.Una bella ragazza della mia età ,bellezza siciliana, riccia ,mora, occhioni alla quale chiesi subito se fosse giusta quella strada per arrivare alla statua di san giovanni. Silvana, cosi si chiama quella ragazza, poi diventata mia piu vecchia amica di pozzallo, mi disse che mancava poco e mi congedo con un sorriso. Infatti dopo poco arrivai al luogo dell appuntamento. Meraviglioso era quel giardino con le aiuole sul mare, chiamato le villette, che mi incanto cosi tanto che l'ora che trascorsi ad attendere che arrivassero i miei passo in un attimo.Affacciato sugli scogli riuscivo a vedere nell acqua bassa ogni tipo di pesce, addirittura scorsi un polipo che rapido si spostava tra gli scogli e delle cicale di mare che sembravano prendersi il sole. Si è vero l'ho raccontato questo mi primo impatto con pozzallo un po come si racconta una favola ma .... per me in quel momento ne incomincio davvero una!! La casa che provvisoriamnte avevamo affittato si trovava proprio li alle villette. Per due giorni non uscii di casa, stavo sul balcone ad osservare la gente .Una sera decisi di uscire e una volta sceso in strada mi incamminai verso il centro. Difronte alle scuole rogasi ,alla metà del corso,era allora posto di raduno di una grande serie di giovani, mitico bar fede granita e panna eccezionale , unica.Con la scusa di qualche informazione, dopo pochi minuti avevo già conosciuto una comitiva ragazzi e ragazze e ,su loro invito, li seguii ad una festa. Allora si diceva una scampagnata, cioè una serata passata in una casa di campagna alla marza.Nel giro di un mese avevo conosciuto piu gente di quanta non avessi prima in tutta la mia vita. Si conduceva tra i giovani allora una vita spensierata in un oasi di pace e tranquillità dove delinquenza e pericoli sembravano non esistere per certo non era ne napoli ne torino.Un ricordo alla bella vita è legato a marina di modica, il paese accanto, che a quei tempi era super affollato di turiste austriache ed olandesi .Era il paradiso dei ragazzi, era pieno di belle ragazze disinibite tutte belle bionde occhi azzurri.L estate durò fino alla fine di settembre e quando il clima estivo cominciò a sfumare anche la bella vita incomincio ad andarsene. Erano sicuramente tempi differenti e a pozzallo nell'ottantuno finita l'estate per capirci i bar chiudevano alle sei di pomeriggio e dalle otto in poi sembrava esserci il coprifuoco. L unico giorno in cui si vedeva un po di movimento era la domenica con la gente in giro avanti e indietro con le macchine di giorno e al corso a peidi, su e giu a consumar le suole, la sera fino alle nove dopo di che ... il nulla. Non nascondo che fu un trauma.... dalle stelle alle stalle ma mi passo velocemente. avevo sempre la sensazione di essere in vacanza e mi incuriosiva l altra faccia della medaglia , il paese della vacanza in una specie di letargo dove tutti si assopivano e io solo continuavo le mie vacanze. Fu allora che scoprii la bellezza della natura che questo posto al tempo offriva..... ma questo lo scrivo nel prossimo post. ciao a presto |
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